C'ERA UN CINESE IN COMA

TRAMA
Ercole Preziosi è un impresario di
attori, attrici, gruppi musicali, maghi e fantasisti: sposato con Eva, una russa
conosciuta vent’anni prima dalla quale ha avuto una figlia ora diciassettenne,
Maruska, egli s’imbatte nel colpo di fortuna che può cambiargli la vita per puro
caso.
Ad una convention per venditori di sanitari, infatti, si trova improvvisamente
sprovvisto del proprio artista di punta, fermato da un grave incidente: preso
dalla disperazione, getta sul palco il suo autista Nicola, una ragazzo siciliano
sui 27 anni che abitualmente gli fa da autista.
A sorpresa, la performance del giovane suscita entusiasmo: è soltanto la prima
tappa d’uno strepitoso successo che porterà ad un progressivo rovesciamento di
ruoli tra Ercole ed il suo protetto, cui il primo finirà per fare da
chauffeur...
Si ride poco in "C’era un cinese in coma", diciassettesimo lungometraggio
diretto da Carlo Verdone nel corso della sua ormai ventennale carriera registica:
giunto alla soglia dei cinquant’anni, il cineasta romano ha forse avvertito la
necessità di mutar registro, proponendosi in un ruolo ai limiti del drammatico
inscritto in un film più cupo dei soliti suoi.
In recenti interviste, egli ha dichiarato d’aver tenuto presente il Losey de "Il
servo" e il Pietrangeli di "Io la conoscevo bene": ma se c’è una pellicola cui
quest’ultima sua (fatte, ovviamente, le debite proporzioni) somiglia è "Un volto
nella folla" di Kazan, di cui riprende la tematica centrale del potere
devastatore ed autodistruttivo del successo.
Si tratta, come accennavamo, di riferimenti comunque di comodo: sospeso fra
tentazioni macchiettistiche dure a morire ed una vena sarcastica che non figlia
mai autentica cattiveria, "C’era un cinese in coma" resta lavoro ibrido ed
irrisolto, capace di scontentare i tradizionali fan verdoniani senz’aggiungere
allori d’altro genere alla variegata filmografia del Nostro.
All’attivo dell’operazione, la recitazione dei due attori principali, i
contributi tecnici di prim’ordine, la forza di alcune sequenze: come quella
prefinale, il regolamento di conti fra i due nemici che prevede pugni, calci, il
rabbioso falò d’una Porsche. L’epilogo d’un amicizia, nell’atmosfera sospesa
dell’ora del lupo

